Stasera in tv La Preside con Luisa Ranieri: gli episodi 3 e 4 sono un pugno allo stomaco, ecco cosa succede

In sintesi

  • 🎬 La Preside
  • 📺 Rai 1, 21:30
  • 📚 Miniserie drammatica ispirata a una storia vera, racconta la battaglia di una preside contro la criminalità e il degrado in una scuola di periferia, affrontando temi di legalità, educazione e resistenza civile.

La Preside, Luisa Ranieri, Luca Miniero e la storia vera che ha ispirato una delle fiction più discusse dell’anno: il palinsesto di stasera mette sul piatto un appuntamento che gli appassionati di TV sociale e dramma civile non possono perdere. Su Rai 1, alle 21:30, arrivano gli episodi 3 e 4 della miniserie che sta facendo parlare l’Italia, non solo per la qualità della messa in scena, ma per la forza del tema: la scuola come ultimo avamposto di legalità.

Perché stasera vale la pena vedere La Preside

La fiction diretta da Luca Miniero continua la sua corsa in prima serata con due episodi centrali e densissimi, quelli in cui il progetto educativo di Eugenia Liguori, interpretata da una magnetica Luisa Ranieri, inizia davvero a urtare gli ingranaggi del quartiere e dei suoi equilibri perversi. La storia, liberamente ispirata alla battaglia reale della dirigente scolastica Eugenia Carfora, non si limita a raccontare la difficoltà del ruolo: scava nel concetto stesso di scuola come presidio, come luogo che «fa resistenza» più ancora che formazione.

Nel terzo episodio, “Non c’è più tempo”, Eugenia si ritrova immersa fino al collo nelle vite fragili di Marita e Mario, quei ragazzi borderline che rischiano di scivolare nell’orbita della criminalità a ogni passo falso. Mentre lei combatte con ostinazione, il professor Vittorio — che Alessandro Tedeschi interpreta con una delicatezza fuori scala — si insinua nel cuore della timida Margherita con un metodo che sembra un mix tra pedagogia empatica e street-level teaching.

E poi c’è Michele, uno dei personaggi più interessanti di questa miniserie: un ragazzo che cambia rotta grazie all’amore. Sì, è un trope, ma funziona, perché Miniero lo gira con una sincerità che evita la retorica spicciola. Ed è qui che si vede l’impronta degli sceneggiatori venuti dall’universo di Mare Fuori: il teen drama criminale si annida, qua e là, nei micro-scontri, nelle dinamiche d’aula e nelle tensioni sotterranee.

Gli snodi emotivi de La Preside negli episodi 3 e 4

Nell’episodio 4, “Apri i tuoi occhi”, la fiction vira ancora più decisamente verso il thriller sociale. Eugenia salva Marita da un episodio di violenza del fidanzato, un momento che segna uno spartiacque: da qui in poi le minacce aumentano, diventano più esplicite, più vicine. E la regia a mano di Miniero, volutamente instabile, segue la protagonista come un’ombra, mettendo lo spettatore in quello stesso stato di tensione costante in cui vive la preside.

Il personaggio di Giuliana inizia a prendere forma in modo più netto: da oppositrice scettica a osservatrice disincantata, fino a diventare una sorta di Cassandra, che vede i pericoli prima degli altri ma non riesce a fermare nulla. Intanto, il filone sentimentale si complica con l’avvicinamento tra Nicola e Lucia, un subplot che permette alla serie di non diventare mai monocorde.

Da nerd della TV, va detto: La Preside funziona anche perché costruisce un immaginario che richiama tante produzioni italiane recenti sulla criminalità giovanile, ma al tempo stesso se ne distacca. È come se prendesse la tensione estetica di “Gomorra”, la vitalità emotiva di “Mare Fuori” e la mescolasse con il cinema civile italiano degli anni ’70. Non è un paragone casuale: la serie sembra voler riportare la periferia al centro del dibattito pubblico, ma senza mai fare prediche.

  • La scuola come trincea: tema centrale e potentissimo, trattato senza filtri.
  • Personaggi adolescenti costruiti con realismo e senza caricature.

Un altro elemento che colpisce è l’uso della doppia ambientazione: la quiete di Portici, dove Eugenia vive, contrapposta alla densità urbana e all’oscurità di San Giovanni a Teduccio. Una scelta che non vuole imitare Caivano, ma diventare universale, rappresentare tutte le periferie italiane dove la scuola è l’unico luogo davvero pubblico rimasto.

Un impatto culturale destinato a durare

La Preside non è soltanto un prodotto televisivo ben fatto. È un dichiarato atto di responsabilità narrativa, figlio del documentario di Domenico Iannaccone che ha ispirato Zingaretti e Ranieri a produrre questa miniserie. E in un palinsesto spesso dominato dalla leggerezza, vedere una fiction così densa arrivare al pubblico generalista è un segnale importante.

Ogni tanto in TV arriva qualcosa che non vuole solo intrattenere, ma anche raccontare una ferita del Paese. Questa miniserie lo fa con stile, con cuore e con un cast che vibra a pieno regime. Per chi ama le storie potenti, con personaggi che resistono anche quando tutto sembra franare, stasera su Rai 1 c’è davvero la scelta migliore possibile.

Quale personaggio de La Preside ti rappresenta di più?
Eugenia la preside combattente
Vittorio il prof empatico
Marita che cerca riscatto
Michele salvato dall'amore
Giuliana la scettica realista

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