Immagina di perderti tra vicoli dipinti di blu cobalto, dove ogni angolo sembra uscire da una fiaba e il tempo scorre più lentamente. Chefchaouen, la perla blu del Marocco, è una di quelle destinazioni che ti entra nell’anima, perfetta per un weekend di gennaio quando desideri staccare dalla routine senza svuotare il portafoglio. Viaggiare da soli qui non significa sentirsi isolati, ma piuttosto regalarsi la libertà di scoprire a ritmo personale un luogo dove l’ospitalità berbera ti avvolge come un tè alla menta fumante.
Gennaio rappresenta il momento ideale per visitare questa cittadina arroccata sui monti del Rif. Le temperature fresche, che oscillano tra i 10 e i 15 gradi, rendono le passeggiate piacevoli e l’atmosfera ancora più suggestiva, con una luce invernale che esalta le infinite tonalità di azzurro delle sue case. Soprattutto, troverai pochissimi turisti, potendo così fotografare ogni scorcio senza code né fretta, vivendo un’esperienza autentica lontano dalle masse estive.
Perché Chefchaouen conquista il viaggiatore solitario
Questa città di dimensioni contenute è perfetta per chi viaggia in autonomia. La medina è un labirinto sicuro e accogliente dove è impossibile annoiarsi: ogni porta, ogni scala, ogni muro racconta una storia attraverso le sue sfumature blu. La leggenda narra che furono gli ebrei sefarditi, rifugiatisi qui nel XV secolo, a iniziare questa tradizione cromatica che simboleggia il cielo e il divino, anche se oggi i locali la mantengono per allontanare le zanzare e mantenere fresche le abitazioni.
Camminare senza meta è l’attività principale e più gratificante. Lasciati guidare dall’istinto, fermati a osservare gli artigiani che lavorano la pelle e il legno, sorridi ai gatti che sonnecchiano sui gradini azzurri, e scopri piazzette nascoste dove gli anziani giocano a dama davanti a caffè fumanti. Plaza Uta el-Hammam, la piazza principale con la sua moschea dalle mura ocra, è il cuore pulsante dove fermarsi per un succo d’arancia fresco che costa appena 1 euro.
Cosa vedere oltre il blu delle mura
Oltre alla medina, che merita almeno mezza giornata di esplorazione lenta, dedica tempo alla Kasbah, l’antica fortezza con giardini andalusi che offre uno sguardo sulla storia locale. L’ingresso costa circa 6 euro e include un piccolo museo etnografico con collezioni di armi, strumenti musicali e tessuti berberi.
Per chi cerca prospettive panoramiche mozzafiato, la moschea spagnola abbandonata su una collina a circa 30 minuti a piedi dalla città regala tramonti indimenticabili. Il sentiero è ben tracciato e la salita, benché impegnativa, ripaga con una vista che abbraccia tutta Chefchaouen e le montagne circostanti. Portati dell’acqua e arriva nel tardo pomeriggio quando la luce crea giochi cromatici straordinari.
Un’altra esperienza da non perdere è la cascata di Akchour, raggiungibile con un taxi collettivo (circa 5 euro a persona) che parte dalla piazza principale. Il tragitto di circa 40 minuti ti porta ai piedi del Rif, dove un sentiero naturalistico di difficoltà media conduce a cascate spettacolari immerse nella natura selvaggia.
Dormire spendendo poco senza rinunciare all’autenticità
Chefchaouen offre sistemazioni per tutte le tasche, ma i riad tradizionali gestiti da famiglie locali rappresentano la scelta migliore per chi viaggia da solo con budget limitato. Puoi trovare camere pulite e confortevoli a partire da 15-20 euro a notte, spesso con colazione inclusa. Molti di questi hanno terrazze panoramiche dove gustare il tè al tramonto circondati dai tetti blu della medina.

Gli ostelli nella zona nuova della città offrono soluzioni ancora più economiche, con letti in dormitorio a 8-10 euro, ideali per chi desidera socializzare con altri viaggiatori. La maggior parte include cucine condivise dove preparare pasti risparmiando ulteriormente.
Mangiare bene con pochi euro
La cucina locale è straordinariamente economica e saporita. Nella medina troverai piccole botteghe che preparano tagine profumate – stufati di carne o verdure cotti lentamente – per 4-5 euro, accompagnate da pane fresco appena sfornato. Il couscous del venerdì, tradizione immancabile, viene servito in porzioni abbondanti a prezzi simili.
Per una pausa veloce, i panini con kefta (polpette speziate) o sardine fritte costano circa 2 euro e sono incredibilmente gustosi. Non dimenticare di provare l’harira, una zuppa nutriente di lenticchie e ceci perfetta per le fresche serate di gennaio, che costa appena 1 euro nelle bancarelle locali.
Il mercato coperto è un paradiso per chi vuole assemblare picnic economici: formaggi di capra locali, olive marinate, frutta secca e pane ti permettono di creare pasti deliziosi spendendo pochissimo.
Muoversi a Chefchaouen e dintorni
La città si gira comodamente a piedi, essendo la medina interamente pedonale. Dalle principali città marocchine arrivano autobus CTM o compagnie private che offrono collegamenti economici: da Fes impieghi circa 4 ore spendendo 8-10 euro, mentre da Tangeri sono sufficienti 3 ore e circa 6 euro.
I taxi collettivi, chiamati “grand taxi”, rappresentano un’alternativa più veloce seppur leggermente più costosa, e partono quando sono completi di passeggeri. Per escursioni nei dintorni, puoi negoziare con i taxisti in piazza, ricordando che la contrattazione è prassi normale e non offesa.
Consigli pratici per il viaggiatore solitario
Gennaio richiede abbigliamento a strati: le giornate possono essere miti al sole, ma le sere diventano fredde, soprattutto nei vicoli ombreggiati della medina. Porta una giacca impermeabile leggera per eventuali piogge.
Cambia valuta prima di arrivare o preleva dai bancomat in città, poiché molti piccoli commercianti non accettano carte. Il dirham marocchino ha un cambio favorevole rispetto all’euro, rendendo tutto ancora più conveniente.
Rispetta le usanze locali: Chefchaouen è più rilassata di altre città marocchine, ma un abbigliamento modesto è comunque apprezzato. Le donne possono muoversi tranquillamente da sole, trovando un ambiente rispettoso e sicuro.
Questo piccolo gioiello blu diventerà probabilmente uno di quei luoghi che porti nel cuore molto dopo essere tornato a casa, ricordandoti che viaggiare bene non significa necessariamente spendere molto, ma saper scegliere destinazioni autentiche dove ogni euro si trasforma in esperienze genuine.
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